
Giorgio Callegari nasce a Venezia, nel sestiere
di Castello, nella parrocchia di San Giovanni e
Paolo il 5.novembre 1936. Fin dagli anni del
liceo si Impegna attivamente nella vita
associazionistica e politica della sua città,
nell’Azione Cattolica e nella sinistra
democristiana coltivando anche la sua passione
per la letteratura e il teatro.
Con l’ordine dei domenicani, cerca di dare
concretezza al suo impegno civile e religioso
interessandosi ai grandi problemi dei popoli più
poveri ed emarginati, con attenzione particolare a
quelli dell’America Latina; dopo un periodo di
studio nel convento di Bologna, chiede ed ottiene di essere mandato in Brasile dove
prosegue i suoi studi filosofia e di teologia, nel convento “Alberto Magno” a San
Paolo.
L’impegno sociale dei domenicani è violentemente contrastato dalla dittatura militare
brasiliana e Frei Giorgio Callegari con altri confratelli viene imprigionato e torturato
dalla polizia militare nel 1969. Nel 1971, dopo la assoluzione e la liberazione dal
carcere, viene ordinato sacerdote, ma rimane sorvegliato speciale con l’obbligo di non
lasciare il Brasile. Tuttavia riesce a compiere un viaggio in Italia nel 1972, mentre
viene scoperto nel 1975 durante un nuovo tentativo di uscire dal Brasile e viene
espulso dal paese: prosegue il suo impegno di evangelizzazione e di promozione
umana in Perù, Nicaragua, Messico, Panama, Costarica, Bolivia, paese da cui rientra a
tratti in Brasile come clandestino.
Caduta la dittatura, frei Giorgio nel 1984, riprende la sua piena e libera attività nella
grande parrocchia di Nostra Signora Refugio dos Peccadores, che conta oltre 100.000
persone, in gran parte abitanti in "favelas". Dal 1986 fonda e si dedica in particolare al
CEPE (Centro Ecumenico de Publicacoes e Estudios), intitolandolo a Frei Tito de
Alencar Lima, un suo confratello che ha pagato con la vita l’impegno per la libertà, la
giustizia e la dignità del popolo brasiliano: è un centro promotore di attività socio
culturali che diviene riferimento per attività di promozione e sostegno dei bambini
delle favelas, dei “poseiros” - contadini senza terra - dei giovani emarginati.
Nello stesso anno inizia la costruzione di “Colonia Venezia” e, l’anno successivo, della
“Scuola Famiglia Agro Ecologica”, a Peruibe, mentre, in collaborazione con altre
associazioni e con un modesto contributo della Amministrazione Comunale, sviluppa e
gestisce cinque “Centri per la gioventù” in altrettante favelas di San Paolo. Dal giugno
1992 il CEPE pubblica mensilmente la rivista “Revés do Avesso (Rovescio del
rovescio) con la collaborazione di molti giornalisti e studiosi dell’America Latina, uno
strumento di informazione e comunicazione alternativo, non conformista, che vuole
partecipare alla costruzione di una società brasiliana più giusta rivelando quanto viene
tenuto nascosto o volutamente confuso da chi ha interesse a mantenere quella esistente.
Ogni anno torna in Italia e in Europa dove sono sorte varie associazioni e gruppi di
sostegno delle sue iniziative Brasiliane. Nel Marzo del 2003 è per l’ultima volta in
Itala e, a Venezia, partecipa ad un incontro-intervista con la stampa sulle speranze del
Brasile dopo la prima elezione a Presidente di Lula. Nel maggio del 2003 viene
operato per un tumore al cervello che lo porta alla morte il 26 dicembre dello stesso
anno.
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